Sposi subito

Come affrontare difficoltà vere o presunte che ti separano dal matrimonio

Sposarsi a Milano? E’ vivere di stenti…

Archiviato in: Alibi da sfatare, Lettere — admin at 10:03 am on Lunedì, Marzo 26, 2007

Sono un trentenne milanese, avvocato, con un gran desiderio (e non da poco tempo) di donarmi totalmente alla donna che amo ed iniziare con lei un cammino che sogno come entusiasmante, quello della vita insieme che, per me e per lei,vuol dire solo matrimonio.
Mi sono imbattutto nell’opuscolo odierno di Avvenire, "Noi",recante il titolo "Sposi subito si può", evidentemente di mio interesse e ho letto con attenzione articoli ed interventi e vorrei concedermi alcune osservazioni.
In primo luogo ho notato, con un certo stupore e fastidio, come uno dei problemi principali affrontati e raccontati dalle coppie intervistate sia il costo della cerimonia e di tutto quanto ad essa concerna, come vestiti, catering, bomboniere…sposarsi con 5.000 euro si può, leggo…
Francamente, vi confesso che le mie preoccupazioni, che qualcuno sul vostro sito definisce "più che altro blocchi psicologici", sono ben altre.
La cerimonia può essere certamente all’insegna della sobrietà ma, quando uno studio legale ti paga a malapena 1.200 euro e la tua donna, precaria da anni, arriva a stento a 800, quella che si prospetta NON è UNA CERIMONIA SOBRIA MA UNA VITA, IN UNA CITTA’COME MILANO, QUASI DI STENTI, tenendo soprattutto conto del fatto che, per noi, matrimonio è apertura alla vita e che quindi saremmo, in caso di nozze, subito in tre, come il cuore e la fede ci dicono.
Leggo invece le storie di tutti questi "bravi ragazzi" che dovrebbero essere un esempio, chi missionario, chi scout, chi si sposa con i piatti di plastica (sic!) e poi, leggendo meglio tra le righe trovo mamme che hanno fatto il vestito con le loro mani (beati voi..mia mamma fa fatica a stirare), amici artigiani che fanno le bomboniere e Daniela e Francesco da Milano che "si sono rimboccati le maniche ad imbiancare" l’appartamentino in periferia (sicuramente non meno di 180.000 euro se non è una cantina..ho esperienza) comprato, però, da PAPA’..
Poi m’imbatto nella storia di due geologi di Palermo che si vantano di essersi sposati con un reddito di 840 euro al mese…questo è il tipo di coraggio che incentivate? Questo sarebbe l’affidamento? Magari pensano anche di mettere al mondo una creatura questi. Questa è la responsabilità di fronte alla vita che voi andate proclamando?
Io guardo alla vita reale che mi scorre sotto il naso e sento forte la responsabilità di far nascere un bimbo potendo almeno garantirgli il pagamento della rata, ogni mese, per il tetto che lo ripara (visto che l’appartamentino in periferia a me non lo compra nessuno); il resto, cari miei, mi sembrano proprio chiacchiere di chi continua a blaterare,dimostrando scarsissima fiducia nei giovani e nella loro fede, della perdita del valore del matrimonio e dello smarrimento di quell’amore per sempre mostratoci da Cristo che, invece, affascina e affascinerà ancora.
Scusate l’incursione e la foga.
Auguri a tutti

Carlo, Milano

Effettivamente c’è chi è più fortunato ed ha amici e parenti che lo aiutano nel cammino verso il matrimonio, anche dal punto di vista pratico ed economico, ma ritengo che sposarsi si possa anche con difficoltà economiche, anche in città "difficili" come Milano e non solo per opinione personale ma per conoscenza diretta di coppie che lo hanno fatto con responsabilità.
Proprio perchè l’amore di Cristo affascina ancor oggi tanti giovani è il caso di rischiare, con un po’ di fiducia nella Provvidenza, e anche questo lo affermo basandomi su esperienze concrete di coppie che dimostrano che è possibile, anche se non facile (cfr. la sezione "lettere").
I figli si mettono al mondo anche in tempo di guerra, sotto i bombardamenti, e non mi sembra irresponsabilità ma segno di speranza.
Anch’io guardo alla vita reale che mi scorre sotto il naso e continuo a pensare che, in mezzo a tante difficoltà concrete e non facili da affrontare, ci sia anche qualche blocco psicologico.

don Marco

Catering sulle colline veronesi

Archiviato in: Sposati con 5000 €, Lettere — admin at 9:28 am on Lunedì, Marzo 26, 2007

Ciao don Marco.
Ho letto la mail che ti hanno inviato Barbara e Amedeo e volevo suggerire loro di provare a contattare la struttura di Costagrande (www.costagrande.it): è una bellissima villa sulle colline sopra Verona, che viene gestita dalla comunità Exodus di don Mazzi.
Amici sposi che hanno organizzato il pranzo di nozze lì ce ne hanno parlato molto bene.

Dato che non è ancora possibile inserire risposte direttamente sul sito, potresti passare tu questa informazione ai futuri sposi veronesi?
Grazie e complimenti per il sito e per l’idea!
Annalisa

Ho divorziato, adesso mi sposo…

Archiviato in: Sposi raccontano, Lettere — admin at 9:08 am on Lunedì, Marzo 26, 2007

Sono una donna divorziata, sposata solo civilmente, che ha vissuto quell’impegno preso, come un macigno.

Per anni sono andata avanti con la convinzione che le cose potessero cambiare, migliorare…
che anche noi potevamo formare una bella famiglia, e invece, chi non si apre alla vita e obbliga l’altro a rinunciare a farlo, chi non rispetta la mia fede, ma la deride, non ama!!!
Avendo coscienza di tutto questo, e faticando a prendere la decisione di andarmene. Oggi, a distanza di qualche anno, e libera da legami legali, mi accingo a sposarmi nuovamente ma questa volta davanti a Dio.

Il Signore ha conservato per me un dono immenso, il mio futuro sposo, e me lo ha svelato il giorno del mio compleanno ad un matrimonio…in Chiesa.

Il giorno in cui contavo tutti i miei fallimenti…il mio essere nulla…Sapevo che Dio mi era accanto, poichè solo cercandolo tutti i giorni nella mia parrocchia, ritrovavo la gioia…

Così grazie ai sacerdoti, alle lacrime, ai timori, alla sofferenza e nell’accettazione che quello che passavo aveva per un qualche motivo un senso, oggi sono qui a raccontarvi che ancora ho mille timori…ho un lavoro senza contratto, instabile e duro.

Non abbiamo una casa di proprietà, ne soldi per comprane una. Non abbiamo stipendi adeguati, e di notte a volte non dormiamo…ma vogliamo sposarci! Dio non deve aspettare!
Noi lo desideriamo. Nonostante le persone mi prendano per matta, ironicamente coraggiosa, superficiale. Perchè??? Non ci si deve più fidare e affidare all’amore??? Io ci credo.
Senza amore, dov’è il senso della vita? Non lo trovo…

Abbiamo convissuto insieme per 2 anni perchè credevamo di non avere alternativa: sposarci!
Desideriamo figli, e mi avvio verso gli anta…
A volte mi sento impotente e mi dico che forse sarebbe più logico rinunciarci…
trovare la stabilità economica e nel lavoro richiede il suo tempo…ma poco dopo il mio desiderio e la speranza che Dio ci aiuterà, rende il nostro equilibrio una meravigliosa bilancia dove siamo equi…e tra difficoltà e crisi torniamo ad essere nuovamente in equilibrio…

L’unica cosa che attendiamo al momento è la benedizione di Dio…mancano ancora 5 mesi… accidenti come sono tanti!!!

Serena

Lui vuol rimandare al 2008…

Archiviato in: Lettere — admin at 5:09 pm on Domenica, Marzo 11, 2007

Sono una donna di 35 anni fidanzata da otto mesi con un ragazzo di 34 che vive a 800 Km da me.
Il nostro rapporto sin dall’inizio è stato improntato sull’amore e sull’ intenzione di ricongiungerci per formare una famiglia.
Ci sentiamo per telefono tutti i giorni e ci vediamo una volta al mese per due o tre giorni.
A dicembre lui è venuto a conoscere la mia famiglia e io sono andata a conoscere la sua. Per me è difficile sopportare questa distanza forzata anche perché da quando ho conosciuto lui ho improntato la mia vita sulla prospettiva di trasferirmi da lui per formarci una famiglia.
 Anche lui parla di matrimonio ed è un ragazzo dolce, premuroso  ma purtroppo non ci troviamo nella data di matrimonio.
Fino a qualche giorno fa io gli parlavo di trasferirmi da lui verso aprile e di sposarci entro la fine dell’anno. Ma purtroppo lui si è ostinato a volersi sposare nell’aprile 2008 perché psicologicamente che  non è pronto e perchè  è ancora troppo presto.
Da tutto ciò ne stanno nascendo molti problemi e molte mie paure. Io soffro tanto per questa distanza, ogni giorno lo vivo nell’attesa che arrivi il giorno in  cui c’incontreremo di nuovo e per me parlare di matrimonio nel 2008 significa  prolungare ancora di più questo mio malessere. Lui mi ha proposto di prendere un appartamento per un anno nella sua città ma io ho
paura di questa sua soluzione. Ho paura di sentirmi sola, trascurata, ho paura di cavarmela completamente da sola ma soprattutto ho paura che lui facendomi stare in appartamento non ci tiene abbastanza a me.

A volte ho paura che il suo rimandare il matrimonio nel 2008 sia una scusa poiché ho l’impressione che viva il matrimonio come un passo che deve essere affrontato nella vita e che stia valutando se affrontarlo con me o meno. Lo accuso che lui pensa solo a se stesso ma non a me. E’ come se a lui ora stesse bene vivere un rapporto a distanza con poche responsabilità.  Altre volte ho l’impressione che voglia davvero costruire un rapporto con me ma allo stesso tempo ne abbia paura e questa distanza per lui si sia trasformata in un modo per non affrontare le responsabilità di coppia.
Il mio problema è che soffro tanto per il fatto che lui non faccia più di tanto per ricongiungerci, ho mille paure e fra queste paure vi è quello dell’età io ho 35 anni e fra un anno 36 e non voglio fare lo sbaglio di capire in ritardo aver scelto un compagno egoista che non mi capisca.

Non vi sarebbero neanche grossi problemi economici nell’affrontare un matrimonio perché ha già una casa dove abitare, un buon lavoro ed io ho mille intenzioni di trovarmene uno per le necessità della famiglia.
Come faccio a vincere le miei paure senza farle pesare al rapporto? Com’ è possibile venirsi incontro in una situazione del genere? Come faccio a fargli capire che il matrimonio non è una questione di tempi bensì di cuore?

Grazie
Roberta

Carissima Roberta,
capisco il disagio provato nel rimandare il matrimonio nel 2008, le paure, le domande e i dubbi che possono insorgere.

Non vi conosco di persona e quindi non potrei azzardare nessuna ipotesi sul motivo per cui lui preferisce rimandare il matrimonio al 2008, ma di certo posso suggerire un’ulteriore domanda: e se fosse un modo per capire meglio se siete fatti l’uno per l’altra? In fondo otto mesi di fidanzamento, calcolando anche che  potete vedervi poco e gli 800 km che vi separano, non sono poi così tanti…

Penso sia opportuno approfondire la conoscenza reciproca nella forma che tu riterrai più opportuna e preparare bene il matrimonio, senza darsi date o previsioni, aspettando piuttosto che maturi il rapporto di coppia.
Con i miei migliori auguri
don Marco