Sposarsi a Milano? E’ vivere di stenti…
Sono un trentenne milanese, avvocato, con un gran desiderio (e non da poco tempo) di donarmi totalmente alla donna che amo ed iniziare con lei un cammino che sogno come entusiasmante, quello della vita insieme che, per me e per lei,vuol dire solo matrimonio.
Mi sono imbattutto nell’opuscolo odierno di Avvenire, "Noi",recante il titolo "Sposi subito si può", evidentemente di mio interesse e ho letto con attenzione articoli ed interventi e vorrei concedermi alcune osservazioni.
In primo luogo ho notato, con un certo stupore e fastidio, come uno dei problemi principali affrontati e raccontati dalle coppie intervistate sia il costo della cerimonia e di tutto quanto ad essa concerna, come vestiti, catering, bomboniere…sposarsi con 5.000 euro si può, leggo…
Francamente, vi confesso che le mie preoccupazioni, che qualcuno sul vostro sito definisce "più che altro blocchi psicologici", sono ben altre.
La cerimonia può essere certamente all’insegna della sobrietà ma, quando uno studio legale ti paga a malapena 1.200 euro e la tua donna, precaria da anni, arriva a stento a 800, quella che si prospetta NON è UNA CERIMONIA SOBRIA MA UNA VITA, IN UNA CITTA’COME MILANO, QUASI DI STENTI, tenendo soprattutto conto del fatto che, per noi, matrimonio è apertura alla vita e che quindi saremmo, in caso di nozze, subito in tre, come il cuore e la fede ci dicono.
Leggo invece le storie di tutti questi "bravi ragazzi" che dovrebbero essere un esempio, chi missionario, chi scout, chi si sposa con i piatti di plastica (sic!) e poi, leggendo meglio tra le righe trovo mamme che hanno fatto il vestito con le loro mani (beati voi..mia mamma fa fatica a stirare), amici artigiani che fanno le bomboniere e Daniela e Francesco da Milano che "si sono rimboccati le maniche ad imbiancare" l’appartamentino in periferia (sicuramente non meno di 180.000 euro se non è una cantina..ho esperienza) comprato, però, da PAPA’..
Poi m’imbatto nella storia di due geologi di Palermo che si vantano di essersi sposati con un reddito di 840 euro al mese…questo è il tipo di coraggio che incentivate? Questo sarebbe l’affidamento? Magari pensano anche di mettere al mondo una creatura questi. Questa è la responsabilità di fronte alla vita che voi andate proclamando?
Io guardo alla vita reale che mi scorre sotto il naso e sento forte la responsabilità di far nascere un bimbo potendo almeno garantirgli il pagamento della rata, ogni mese, per il tetto che lo ripara (visto che l’appartamentino in periferia a me non lo compra nessuno); il resto, cari miei, mi sembrano proprio chiacchiere di chi continua a blaterare,dimostrando scarsissima fiducia nei giovani e nella loro fede, della perdita del valore del matrimonio e dello smarrimento di quell’amore per sempre mostratoci da Cristo che, invece, affascina e affascinerà ancora.
Scusate l’incursione e la foga.
Auguri a tutti
Carlo, Milano
Effettivamente c’è chi è più fortunato ed ha amici e parenti che lo aiutano nel cammino verso il matrimonio, anche dal punto di vista pratico ed economico, ma ritengo che sposarsi si possa anche con difficoltà economiche, anche in città "difficili" come Milano e non solo per opinione personale ma per conoscenza diretta di coppie che lo hanno fatto con responsabilità.
Proprio perchè l’amore di Cristo affascina ancor oggi tanti giovani è il caso di rischiare, con un po’ di fiducia nella Provvidenza, e anche questo lo affermo basandomi su esperienze concrete di coppie che dimostrano che è possibile, anche se non facile (cfr. la sezione "lettere").
I figli si mettono al mondo anche in tempo di guerra, sotto i bombardamenti, e non mi sembra irresponsabilità ma segno di speranza.
Anch’io guardo alla vita reale che mi scorre sotto il naso e continuo a pensare che, in mezzo a tante difficoltà concrete e non facili da affrontare, ci sia anche qualche blocco psicologico.
don Marco
Sono una donna divorziata, sposata solo civilmente, che ha vissuto quell’impegno preso, come un macigno.