Sposi subito

Come affrontare difficoltà vere o presunte che ti separano dal matrimonio

Lui sposa a me ma continua a pensare ad altre…

Archiviato in: Sposi raccontano, Lettere — admin at 5:39 pm on Giovedì, Novembre 29, 2007

Sono sposata da un mese e mezzo e vi scrivo perchè vi voglio raccontare la mia angoscia.
Sono riuscita a farmi sposare dall’uomo che amo ma non penso di avere tutto per il suo cuore e i suoi pensieri.
Per amore ho lasciato la mia famiglia d’origine e l’ambiente ove sono cresciuta. Mi sono trasferita in una città sconosciuta. Non ho avuto difficoltà ad ambientarmi perchè con me c’era la forza del mio amore. Mio marito avrebbe voluto aspettare altri mesi prima di sposarsi. Avrebbe voluto che io mi trasferissi nella sua città senza nessun impegno per conoscerci meglio. Io in un appartamento da sola e lui che mi sarebbe venuto a trovare di tanto in tanto. Ma io ho rifiutato categoricamente perchè non potevo permettermi un fallimento e perchè ero più convinta che se lui mi amava non avrebbe avurto bisogno di questa prova.
Posto di fronte al mio rifiuto ha accettato di sposarmi. Ma garantisco che non c’è niente da star allegra.
Come avevo sospettato, quando mi chiese di andare in appartamento, non c’ero solo io nei suoi pensieri.
Mi ritrovo un marito troppo esaratamente legato ad esperienze ed amori del passato. Vivo in casa sua e non si è mai posto il problema di togliere foto e lettere delle ex. Quattro giorni prima del matrimonio trovai delle lettere di donne con le quali manteneva ancora delle relazioni… […]

Non potete immaginare come mi sia sentita: umiliata, tradita, mancata di rispetto.
Inutile è stato discutere perchè la sua giustificazione è stata che aveva sbagliato a non dirmelo ma non c’era nulla di male per lui. Anzi non me l’aveva detto perchè temeva che glielo avessi impedito.
e’ incapace nel vedere il dolore che mi ha procurato. Dice che sono io che ho un carattere che non lo capisce.
Mio marito mi sembra non in grado di comprendere il valore del matrimonio e del rispetto della dignità della propria compagna.
Ho un marito che rivendica qualcosa che con il vincolo del matrimonio non ha niente a che vedere.
A volte lo vedo assente…con lo sgurdo di un uomo che pensa ad altro e non si preoccupa neanche di far sparire le traccie dei suoi pensieri. Trovo tracce di canzoni d’amore che certamente non sono dedicate a me.
Lui mi dice che ha bisogno di tempo ma ho paura che questo tempo di cui ha bisogno nella realtà sia per altre.
SECONDO VOI E’ TROPPO SE CHIEDO A MIO MARITO DI SMETTERLA PERCHE’ MISENTO MANCATA DI RISPETTO??

E-mail firmata

Carissima, non solo è un tuo diritto chiedere a tuo marito rispetto ed attenzione, ma può essere un modo per riportarlo alla realtà dei fatti: ci si sposa in due e si spera che il consenso sia pienamente consapevole da parte di entrambi.
Chiedigli un po’ più di maturità e di sincerità, anche per lui è arrivato il momento di crescere e di fare delle scelte.
I corsi prima del matrimonio possono servire a chiarire bene il senso del sacramenteo per la coppia,  ed eventualmente di consigliare altre soluzioni qualora la via del matrimonio fosse minata già dal fidanzamento. Se così non fosse stato potete sempre farvi aiutare adesso a rimettere in ordine la vostra vita e le dinamiche di coppia.
Vi affido al Signore
don Marco

Ekuò, qualcosa si muove…

Archiviato in: Sposati con 5000 € — admin at 11:47 pm on Lunedì, Novembre 26, 2007

Un angolo di mondo gestito da Engim, organizzazione non governativa fondata dai padri giuseppini del Murialdo, a due passi dalla zona universitaria: il negozio di commercio equo Ekuò, che ha aperto le sue porte circa un mese fa in via Ognissanti 95 a Padova, si propone di dare ancora più concretezza all’impegno missionario dei religiosi del Murialdo.

PADOVA – Nel negozio hanno trovato casa gli oggetti di artigianato provenienti dalle missioni affidate ai giuseppini: le icone dipinte a mano in Romania, gli splendidi batik africani e tanto altro. Accanto ai prodotti provenienti dalle missioni, anche prodotti alimentari e di artigianato che arrivano dalla centrale di importazione Altromercato e prodotti biologici.

Ekuò è la prima bottega del mondo in città gestita da religiosi. I padri del Murialdo gestiscono già un negozio di commercio equo nella capitale e, dopo l’apertura della bottega di Padova, hanno in progetto di aprire un secondo punto vendita a Roma. Il negozio di Padova sorge in una zona molto “battuta” dagli studenti universitari, e la speranza dei padri giuseppini è che il nuovo negozio possa contribuire a diffondere fra i giovani la conoscenza della proposta del commercio equo e delle esperienze missionarie avviate nei paesi del sud del mondo.

Attualmente, attraverso l’ong Engim, i giuseppini sono impegnati con progetti di cooperazione allo sviluppo in Brasile, Argentina, Cile, Ecuador, Albania, Romania, Guinea Bissau, Sierra Leone, Ghana, Messico, Colombia e India.

Per informazioni: Ekuo’ - Engim ong - Giuseppini del Murialdo, via Ognissanti 95 - Padova, tel 049-7800296, fax 049-8087126, www.equo.org, info@equo.org.

Roberta Voltan  su www.diweb.it