Sposi subito

Come affrontare difficoltà vere o presunte che ti separano dal matrimonio

Siamo sobri… ma viviamo bene da 10 anni!

Archiviato in: Alibi da sfatare, Figli & Co, Sposi raccontano, Lettere — admin at 3:20 pm on Giovedì, Aprile 26, 2007

Buongiorno,
ho appreso dell’esistenza di questo sito leggendo l’inserto mensile di Avvenire.
Ho 33 anni, nel settembre del 97, dopo aver compiuto 24 anni, mi sono sposata (mio marito aveva 26 anni)per farmi una vita mia, autonoma e indipendente.
Mio marito lavorava in banca, e quindi potevamo contare su uno stipendio sicuro (all’epoca sui 2 milioni). Io ero fresca di laurea (giugno ‘97) in lettere classiche, obiettivo insegnamento ma, a parte qualche lezione privata saltuaria, non avevo introiti fissi.
I nostri genitori ci hanno aiutato, e quest’anno festeggiamo i 10 anni di matrimonio con due meravigliose bimbe. Volevo dire che bisogna crederci, avere fede, volersi bene e sorridere: ci sono le difficoltà, certo, ma crescere insieme è la sfida più esaltante che Dio ci ha dato.
Noi siamo una famiglia molto sobria, con poche esigenze, ma sicuramente stiamo bene, basta specchiarci negli occhi delle nostre bambine per capire che stiamo facendo un buon lavoro (con tutti inostri limiti e la consapevolezza che, con i figli spesso si sbaglia) e questo è tutto il nostro appagamento. Certo, quando mi sono sposata ero giovane, e per lo più mi sentivo commiserata (poverina, così giovane…). Ma perchè avremmo dovuto aspettare? Se tornassi indietro rifarei esattamente la stessa scelta che mi ha fatto maturare e crescere come donna, moglie e madre nel Signore.

Elisabetta, Reggio Emilia

ps: a proposito di soldi: ma davvero Carlo di Milano dubita di arrivare a fine mese con 2000 euro tra lui e la sua fidanzata? Mi sembra un po’ esagerato! Se aveste dei figli… solo il nido costa sui 300 euro al mese, poi i pannolini, gli omogeneizzati, i vestitini, le notti insonni… 2000 euro non sono pochi!

Sposarsi? Si può anche senza i mobili…

Archiviato in: Figli & Co, Sposi raccontano — admin at 8:07 am on Venerdì, Ottobre 13, 2006
nel ‘92 io e mia moglie ci siamo sposati , quando abbiamo deciso la data 7 mesi prima non avevamo ancora la  casa, il giorno del matrimonio dopo che l’avevamo comprata occupata, si era appena liberata ed avevamo il letto ed un sanitario ( a scelta -abbiamo optato per il water) qualche infisso, i pavimenti da posare ecc. ecc.
io ll’epoca avevo 4 milioni e mia moglie 20……. la casa costava 100 milioni lo stipendio era 1,2 milioni circa per chi guadagnava mediamente bene.
Quindi abbiamo cominciato pieni di debiti nei confronti della banca e di parenti -cognati per intenderci-.  [  nota: la medesima casa ora costa 200.000 euro ] ma lo stipendio adesso per chi guadagna mediamente bene non è 2000 euro
Ora abbiamo dei debiti nuovi….con la casa della giusta dimensione però.
Questo perchè ogni volta che ci nasceva un figlio non ci stavamo più, e dovevamo spostarci in una + grande……..  quindi tre figli (13,11,7 anni) le tartarughe il gatto le zanzare tigre
non ci manca nulla
ciao ciao
PS la prima figlia è nata 11 mesi dopo il matrimonio; se avessimo aspettato di essere a posto ora non sarebbe nemmeno un embrione.
Marco M.S.   - Castenaso - Bologna

Storie coraggiose: Vittorio Trancanelli (2) i figli…

Archiviato in: Figli & Co, Il sacramento — admin at 12:07 am on Lunedì, Ottobre 2, 2006

Nel 1976, un mese prima della nascita del primo figlio Vittorio si ammala gravemente. Da una colite ulcerosa trasformatasi in peritonite gravissima uscì vivo per puro miracolo di Dio che ha accolto le suppliche di una moglie in attesa e di tanta gente che pregava per lui. Da quell’operazione rimane segnato per la vita portando una ileostomia fino alla fine, sopportando disagio e dolore che confidava solo alla moglie. “Dopo la nascita di Diego - continua Lia -, decidemmo di mettere in pratica il vangelo (Mt 18,5) Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio accoglie me”.

Arrivarono così i primi due figli adottivi, cui ne seguiranno altri e altri in affido. La loro esperienza di coppia si allarga in un progetto condiviso con altri: accogliere famiglie e persone, in particolare bambini, in stato di bisogno. Nasce l’associazione “Alle querce di Mamre”, che prende il nome dal luogo in cui Abramo ospitando nella sua tenda degli stranieri accoglie Dio. Vittorio sceglie quel nome perché esprime esattamente ciò che vuol fare. Accogliere Dio, scrisse con altri cinque amici che condividevano il progetto, “quel Dio che scopriamo proprio nella comunione con gli altri fratelli, nella logica del quotidiano, nella dimensione cristiana del vivere quotidiano, possibile a tutti”.

Fonte www.convegnoverona.it