Non ci capiamo più…
Carissimo don Marco, sono arrivata attraverso una navigazione in rete un pò casuale a conoscere il tuo sito e devo immediatamente farti complimenti assolutamente sinceri ed entusiastici, tanto che mi riprometto di pubblicizzare il sito come posso nella convinzione di fare un bel dono a chi riceve la segnalazione. Non so se posso chiedere un tuo consiglio via mail ma ho bisogno di aiuto e quindi ci provo, ringraziandoti tantissimo anche se non avrai il tempo di rispondermi.
Mi chiamo Vittoria, ho 36 anni (37 tra qualche mese) e sono fidanzata da 15 mesi con un uomo di 45 anni. Nonostante la nostra debole natura umana (e le reticenze del fidanzato) stiamo portando avanti un fidanzamento casto, con il sostegno del Signore che vogliamo illumini le nostre strade in passato avvolte dalle tenebre (io ho avuto numerose relazioni, il mio lui ha convissuto per 15 anni con una donna divorziata). In questo momento stiamo vivendo un periodo di crisi dovuto ad un opposto modo di vedere il presente e l’immediato futuro. Più precisamente, io ho una gran voglia di sposarmi e mettere su famiglia, dettata oltre che dalla convinzione che Matteo sia l’uomo giusto per me anche dal mio “orologio biologico” di donna.
Lui, che dopo pochi mesi di conoscenza (e non ancora rigorosi nella castità come siamo oggi) mi aveva chiesto di sposarlo, adesso dice che non mi sposerà finchè non avrà ottenuto una stabilità contrattuale nel lavoro (molto prestigioso ma a tempo determinato) che attualmente lo obbliga a dividersi tra Roma e Milano.
L’opposta visione si è manifestata in questi ultimi mesi con scontri verbali, polemiche e reciproco allontanamento per un motivo molto semplice. Io non riesco a tollerare quello che mi sembra un “amore sottoposto a condizione” e gli chiesto di dimostrarmi che non ha cambiato idea sul matrimonio ma solo non può definire una data. Lui si è offeso della mia “malafede”, non mi ha fornito le dimostrazioni che chiedevo (seguire comunque un corso per fidanzati e conoscere la sua famiglia) e ha aumentato critiche (e nostalgici confronti con l’avvenente ex convivente) verso di me, iniziate in primavera quando gli ho “imposto” serietà nel valore condiviso della castità. La situazione è ancora più complessa, io non so più cosa pensare (la preghiera mi conforta ma ancora non mi da discernimento) e mi sarebbe davvero prezioso un consiglio di un uomo di fede (ognuno di noi ha un “direttore spirituale” ma sono amici di famiglia e si sono dimostrati, certamente in buona fede, un pò di parte) Grazie infinita Vittoria
Cara Vittoria (nome di fantasia per tutelare le vere identità) è difficile dare un consiglio sensato e circostanziato così a distanza senza conoscere bene tutti i termini della questione. Mi sembra -però- che siate giunti ad una sorta di contrattualità nel vostro rapporto, mentre può essere utile ricuperare una dimensione di dono, avendo anche il coraggio di dirvi reciprocamente con chiarezza quali siano i fattori che vi stanno allontanando e perchè. Fatti risentire a breve.
don Marco