Paola e Alessio raccontano >> IL SUCCO: PERCHÉ CI SIAMO SPOSATI
IL SUCCO: PERCHÉ CI SIAMO SPOSATI
Ci sono diverse risposte al quesito sul perché abbiamo scelto di sposarci, e tutte hanno come fondamento la più ovvia, “perché ci volevamo bene”. Entrambi avremmo voluto condividere sempre più cose, tempo, pensieri, la nostra fisicità con l’altro. Essere solo “morosi” non era più sufficiente, volevamo diventare consorti, nel senso letterale di “coloro che condividono la sorte”. Abbiamo pensato che il nostro amore valeva davvero tanto, ci era caro. Talmente tanto caro da pagarlo con…la nostra vita! Che bella questa parola, “caro”, un termine scappato dall’economia così ricorrente tra innamorati! E questo pensiero ci ha portato a scegliere come seconda lettura alla cerimonia quella lettera ai Corinzi dove s. Paolo inneggia all’amore chiamandolo appunto carità. Carità è il termine con cui è stato tradotto “amore”, e richiama come radice il termine “caro”, che viene usato in maniera ambivalente anche come costoso. Dire all’altro “tu mi sei caro” è come dire che si è disposti a pagare molto per lui, l’amore è appunto carità, è costoso. Noi due abbiamo soppesato un po’ la cosa, e siamo giunti alla conclusione che per avere il dono prezioso di condividere tutta la gamma di sentimenti possibili (dalla gioia al dolore!) e tutti gli stati (dalla salute alla malattia!) …eravamo disposti a pagarlo, questo caro prezzo!
Che avventura: chi potrà assicurarci che noi due siamo davvero l’ideale l’uno per l’altra? Nessuno! Il nostro impegno è proprio di diventarlo, volere il bene e la felicità dell’altro. Certo, è un’incognita quotidiana, siamo ancora all’inizio e tanti ci dicono che il nostro entusiasmo è ancora troppo fresco per essere obiettivi. Effettivamente lo crediamo anche noi, non ci sarà sempre il vento dell’entusiasmo e dell’avventura a sospingerci, verrà di certo anche il gelo dell’attrito, degli sgarbi, anche del disamore, forse. Non crediamo di essere superuomini, né così illusi da credere che “vivremo per sempre felici e contenti” (…ma che noia!). Leggiamo anche noi i dati e le statistiche sui divorzi, le separazioni e vediamo pure noi sposi scontenti e disillusi.
Ecco dunque forse il senso ultimo del nostro matrimonio in Cristo: in quei momenti ci augureremo (preghiamo per questo!) che la direzione giusta ci venga suggerita da Dio, dalla forza del sacramento che abbiamo celebrato! Abbiamo sete di questa forza, vediamo che la preghiera ci sostiene e ci spinge, ne vediamo i frutti.
Se siamo insieme, è perché abbiamo ascoltato la nostra vocazione!